Helleboro: la “rosa di Natale”

L’Helleboro è un genere di pianta appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, ed è originaria dell’Europa e dell’Asia Minore.

Comprende circa 30 specie erbacee perenni, con fioritura (da qui “rosa di Natale”) tra dicembre e febbraio, non appena si presentano giornate tiepide durante l’inverno.

L’Helleboro è una splendida pianta ornamentale, impiegata per decorare giardini, in vaso per gli appartamenti, e anche per la produzione industriale del fiore reciso.

Alcune specie sono spontanee nel nostro territorio, e si sviluppano naturalmente in sottobosco e prati di montagna.

La pianta cresce in un ciuffo compatto che può raggiungere i 30 cm di altezza, le foglie sono frastagliate e di un colore verde più o meno scuro, mentre i fiori, che ricordano molto la rosa canina, si presentano singoli o a grappoli, e sono formati da 5 sepali, che assumono spesso un aspetto petaloide.

I fiori, i cui colori vanno dal bianco al porpora, sono grandi, bellissimi e donano allegria e vitalità ovunque vengano messi a dimora.

Il nome di questa pianta deriva dal greco ed è composta da “elein”, che significa ferire, e “bora”, ossia cibo mortale. l’Helleboro, infatti, è una pianto molto tossica, nessuna parte di essa può essere ingerita, e sarebbe addirittura fortemente consigliato manipolarla usando dei guanti.

La coltivazione di questa pianta è estremamente semplice: la posizione da prediligere dovrà essere semi-ombreggiata, e il terreno fertile, ben drenato, ricco di humus, con concimazioni organiche periodiche.

Le annaffiature dovranno essere regolari, in modo che il terreno sia sempre abbastanza umido e fresco.

L’Helleboro è molto presente nella mitologia greca. Era associata a Crono, re dei Titani e padre di Zeus, e secondo leggenda, grazie agli effluvi di quest’erba, Ercole fu liberato dalla demenza a cui lo aveva condannato Era.

Ma un’altra leggenda spiega perché la pianta è chiamata anche “rosa di Natale”: la notte della nascita di Gesù, un povero pastore di nome Madelone, vide i re Magi e altre persone che si recavano alla grotta con dei doni, e lui cominciò a piangere perché non aveva nulla da donare. Un angelo, impietosito, trasformò le sue lacrime cadute sulla neve in un bellissimo fiore, la “rosa di Natale”.

Author: showgarden

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